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Sunday, 22 April 2012

Amanda's Wedding by Jenny Colgan

Tatina, ti dice niente questo titolo? Eh sì, l'ultimo libro che ho letto è proprio quello che mi hai regalato tu durante la tua ultima "discesa" in Italia! Sai che sorpresa quando me lo sono trovato fra le mani: un libro "vecchio" già lo adoro, per quelle sue pagine leggermente ingiallite, e il suono che fanno quando le giri, e il fatto che non restino attaccate fra loro. E poi era il suo primo libro! Di Jenny intendo. Ormai è come se fosse diventata una nostra amica. Ovviamente appena salita suol treno che mi portava a casa da Bologna ho cominciato a leggerlo.
All'inizio è stato difficile: la narrazione pareva lenta e scontata. I personaggi si muovevano pigramente fra una pagina e l'altra, e sembravano non voler prendere vita. Mel si trastullava nel suo passato, crogiolandosi nella beatitudine di aver ritrovato Alex, l'ex che un anno prima l'aveva letteralmente abbandonata per andare a cercare fortuna in America. Alex il fannullone, Alex l'approfittatore. Mi chiedevo cosa ci facesse ancora con uno così, cosa -più in generale- tiene la maggior parte di noi donne legate a chi maggiormente le fa soffrire. E mentre me lo chiedevo mi sono resa conto che i personaggi si erano animati: era comparsa Fran, la migliore amica di Mel, e i suoi mille amanti, e Angus, decisamente il mio preferito, e Fraser, il povero e vessato promesso sposo. E tutta la congiura per impedire il matrimonio della bellissima, spocchiosa e insopportabile Amanda: un modo per salvare lo sposo dall'infelicità o una semplice vendetta per tutte le ingiustizie subite? Tu che dici?
Tanto lo so che l'hai già letto Tatina...
A volte, mentre cercavo di concentrarmi per capire parole nuove o strani modi di dire, mi dicevo che è proprio un peccato che i libri di Jenny Colgan non vengano ancora tradotti in italiano. Ma poi ho pensato: chiunque dovesse mettersi a tradurli, come renderebbe quel buffo accento dei due fratelli scozzesi, Angus e Fraser? E come farebbe a riprodurre le divertenti esclamazioni di Fran? E quel delizioso modo in cui Alex chiama sempre Mel, "pumpkin", non riuscirebbe allo stesso modo a farti desiderare di dargli uno schiaffo, per quel suo modo così carino di parlarle in netta antitesi col suo modo di comportarsi.
Insomma, alla fine dei conti, è decisamente meglio il libro in lingua originale, con tutte le sue sfumature, i suoi modi di dire, i suoi accenti, e le sue sfaccettature!
I love Jenny Colgan!!!

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Tatina, does this title sounds familiar to you? Oh yes, this is the last book I read, and it was you last (very appreciate!) present from UK. You know what a surprise when I got it, this "old" book, with slightly yellow and cracky pages -which never stick one to each other. And it was her first book. Jenny's first book. Sometimes I feel like she's an old friend of us, don't you agree?
And as soon as I stepped into the train back home, I immediately turned the first page.
To say the truth, the beginning was hard: the story seemed to be too slow and predicatble. Characters were moving lazily back and forth between pages, and were not alive. Mel was still living in her past, being happy only about Alex who had come back, after leaving her suddenly -one year before- to look for "fortune" in the USA. Alex the yob, Alex the profiteer. I was just wandering what she was doing with such a kind of man -and this is the question that many of us women ask ourselves: why we're so attracted by whoever makes us suffering? I was just wandering that, when I realized that I entered into the story, and the characters were alive: there was Fran, Mel's best friend, and her thousand lovers, and Angus -definitely my favourite one- and his brother, Fraser, the poor groom. And all this crazy plot to ruin beautiful, stand-offish and unbearable Amanda's wedding... Was it a way to save Frase's life, or just a revenge against all the injustices suffered by Mel and Fran? What do you think? I know you've already read it...
Sometimes, while trying to translate this and that, or interpreting some unusual way of saying, I though that it's a pity that these books haven't been translated into Italian yet. But then I realized that it would be impossible to render Angus and Fraser's weird Scottish accent, or the funny Fran's exclamations. And even that romantis way Alex has to call Mel, "pumpkin": in any other language it couldn't help you realize that he's a bastard and feel like you would slap his face every time he says that word.
So, that is, in the end it is a hundred times better the original language, complete with its undertones, its ways of saying, its accents and its features!
I love Jenny Colgan's books!

Tuesday, 28 February 2012

"Piccoli limoni gialli" di Kajsa Ingemarsson




Tatina cara, scusami tanto per il lungo silenzio, ma dopo la lunga clausura a causa della neve mi sono ritrovata ad un tratto spinta a forza nel mondo reale: tornata alla realtà -seriamente- mi ci sono dovuta riabituare, riprendendo le attività quotidiane, al lavoro in macchina, la spesa al supermercato (e non con lo zaino in spalla e le pedule da montagna ai piedi), le pulizie del martedì mattina... in più ho introdotto due nuove attività: la piscina al giovedì mattina, da alternare alla corsa, e il corso di inglese, quello in cui insegno due sere a settimana.
Insomma: tornata alla realtà e con una marcia in più!
Ecco, in tutto questo caos ho anche ripreso il piacere della lettura, e dopo aver divorato il libro di Jenny Colgan di cui ti ho parlato, mi sono buttata su un romanzo svedese.
Uno di quei romanzi che trovi in offerta in libreria, che ti sembrano abbastanza "normali" lì in mezzo, ma che cercano in tutti i modi di attirare la tua attenzione: "scegli me, scegli me" sembrano dire, sbracciandosi per farsi notare, magari con una copertina più colorata, o un titolo coinvolgente. Per me è stata la copertina prima e il titolo poi, entrambi richiamando un elemento in comune: i limoni gialli.
In copertina infatti è raffigurata una cucina bianca, classica, di quelle che mi piacicono tanto, e sul tavolo, in bella vista, degli splendidi limoni gialli. Il titolo? Piccoli limoni gialli.
Quando poi mi sono decisa a dare asolto alle sue grida e l'ho preso in mano, quel minuscolo libro di appena 334 pagine mi ha rivelato la sua essenza: la storia di una ragazza normale, come me, come te, che vive a Stoccolma (e, lo giuro, un giorno ci andrò a Stoccolma), fa la cameriera, e dopo aver visto la sua vita andare in frantumi nell'arco di una giornata, decide di ricomporla. Ma questa volta la vivrà a modo suo. Al centro del romanzo un ristorante (capisci ora perchè mi piace?): il "Piccoli limoni gialli", del quale Agnes segue l'intera storia, dall'apertura fino al raggiungimento del successo, passando dall'imbiancatura delle pareti, alla scelta dell'arredamento alla redazione del menù. Tutto questo mentre la vita le scorre attorno, come quando ci troviamo a camminare nel letto di un fiume: noi procediamo, ma la corrente non si ferma, ci passa attorno, ci solletica, ci bagna, a volte con la sua forza ci impedisce di procedere, ma se siamo forti abbastanza arriveremo comunque ad attraversarlo!
Un inno alla quotidianità, resa speciale da noi stessi e dalla nostra voglia di fare!
Purtroppo non so il titolo in inglese, anche se so che è stato tradotto in diverse lingue... magari se riesci a trovarlo fammi sapere!

PS non pubblicare più foto così invitanti, o la prossima volta dovrò comprare la tastiera nuova per averci sbavato troppo sopra! :-)

Dear Tatina, sorry sorry sorry for these days you haven't heard anything from me, but I found myself pushed back to reality, after such a long time stuck at home in an unreal snowy world. It has been a real shock, and it took me a few days -seriously- to recover and start again my life: going to work by car, doing shopping at the supermarket -and not walking on my boots holding my rucksack- and doing the houseworks on Tuesday morning... moreover I've been introduced to two new activities: swimming on Thursday morning and teaching English to my best students (the best ever!) on Monday and Wednesday evening!
All this means: back to an... improved reality, don't you think?
And finally, among all this busy-stuff, I didn't loose my passion for books: after reading the last one by Jenny Colgan ("The good, the bad and the dumped") I immediately jumped into a Swedish romance.
It's one of those books you find among many others, all of them in special offer: it looks like a "normal" one, but it's trying to catch your attention. "Pick me up! Pick me up!", it seems to say while waving at you, sometimes with a colorful cover, or an interesting title. My attention was caught by both: first the cover, which showed a white and classical kitchen, but then brought my attention to one unique detail: yellow lemons on the table. And then the title, directly linked to this picture: "Piccoli limoni gialli" (I don't know the English translation, but it's like "Small yellow lemons").
When I finally decided to be involved by that special-little-334-pages-book, I discovered its essence: it is the story of a normal girl, like me and you. She lives in Stockholm (and -I swear- I'll go to stockholm once in my life!), she's a waitress, and after watching her life being completely destroyed in a couple of days, she decides to put the pieces together. But in a different way: her own way! All the story is interweaved with a restaurant opening (do you now understand why I like this romance so much?): the "Small yellow lemons". Agnes partecipates to its birth: the choice of the name, the purchase of the forniture, the selection of the menu... And this happens while her life still goies on: it's like crossing a river, water can be annoying, you can get soaked, or even stopped -for a while- by its strenght, but if you really want to go on, you'll finally reach the other side! That's life, isn't that?
I've read this book as an hymn to everyday life, which can be made special only by our own will!
... since, as I told you, I didn't find the English title, but I'm sure the book has been translated in english too, if you find it let me know: it could be interesting for our readers too! 


PS And -please- next time you write me about sweets, try to avoid so many details, or I'll have to buy a new keyboard after drooling on it! :-)
 





Thursday, 9 February 2012

The good, the bad and the dumped by Jenny Colgan

Tatina cara, ricordi quel libro di cui ti avevo parlato, Meet me at the cupcake café? Ovvio che te lo ricordi, lo stai leggendo ora! Io ne ero rimasta così entusiasta che non vedevo l'ora di leggere un'altra opera dell'autrice, Jenny Colgan. L'unico problema è che in Italia è difficile trovare suoi libri, anche se in lingua originale. Ma, se ricordi, ne ho apporfittato proprio mentre ero da te, l'ultimo giorno di shopping frenato -non ho dimenticato la esse, è che davvero mi sono dovuta trattenere quel giorno. Al supermercato, ricordi? Tu hai acquistato proprio Meet me at the cupcake café, mentre io ho trovato l'ultimissimo libro: The good, the bad and the dumped.
Mi serviva proprio un libro da leggere durante il viaggio di ritorno, e sono quasi arrivata a metà solo quel giorno.
Poi però mi sono interrotta. Non perchè non mi piacesse, anzi! E' che, dopo aver visto l'ultimo episodio della saga di Twilighit, mi è piaciuto talmente poco (era chiaro che mancava qualcosa, dettagli fondamentali) che ho deciso di iniziare a leggere il libro: il primo, il secondo, il terzo e pure il quarto, e mi ci sono proprio persa! Una volta chiusa quella parentesi e soddisfatta la mia curiosità sono però tornata dalla mia Posy, la protagonista del romanzo.
L'avevo lasciata alle prese con i suoi ex, alla disperata ricerca di un valido motivo per cui tutte le sue storie andavano inesorabilmente in malora, dopo che anche l'ultimo fidanzamento con l'atletico Matt era stato interrotto all'improvviso.
Mentre leggevo, a letto con la lucina accesa per non svegliare Ale, ho pensato spesso: "Ma quanto le piace cacciarsi nei guai?" ed anche "Questa ragazza se le va proprio a cercare", e proseguivo con la curiosità di un bambino che ha appena scoperto un mondo nuovo. Ma alla fine ho capito che sono anche io un po' così, lo siamo tutti, e questo libro ci presenta in chiave moderna e divertente una ricerca di se stessi, fatta di post su Facebook, messaggi sul telefonino e controllo smodato della posta elettronica. Come non immedesimarsi?

"Posy Fairweather wasn't quite sure why she was at the top of a mountain, Mountains weren't exactly her thing - they hadn't been here in ages- even though it was very beautiful up here, she supposed, the clouds shifting below them, sending patterns onto the fields and sheep. [...] She turned to Matt in the clear light. [...] Suddenly she had a flash of clairvoyance, and knew exactly what he was about to do. And her stomach lurched."

Lascio a te il resto...

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Dear Tatina, do you remember that book I talked you about, Meet me at the cupcake café? Of course you do! You're reading it right now! I was so enthusiastic that I could'n wait to read another work by the same author, Jenny Colgan. The only -not so little- problem is that it's so difficult to find them in Italy, even in English (which I prefer, because I can practice and improve my vocabulary). However, if you do remember, I magically found Mrs Colgan's latest book while I was with you in Manchester: it was our last day together, doing "costrained" shopping -oh yes, you've read the right spell, I didn't forget the "un", I was really forced to hold in that day. We were at the supermarket and I needed something to read during my way back home: you bought Meet me at the cupcake café, and I had my copy of  The good, the bad and the dumped. That day I started reading  and I got almost halfway, but then I stopped. It was my curiosity's fault: after watching the last episode of the Twilight saga, I disliked it so much, that I decided to read the book, to check if all the important details missing in the film were explained better in the written version. And actually they were! So I devoured the first, then the second and the third and the fourth book, I got completely lost! And after coming back to the real world, I started again following poor Posy: when I'd left her, she was looking for a reason why all her love stories were messed up (including the last one, with the muscular Matt), by meeting all her ex boyfriends.
While reading in my bed, in weak light to avoid wakening up Ale, I often though: "How much does she like to get herself into trouble?" and also "This girl seems to be looking for troubles", but still going on reading, with so much curiosity. However, in the end, I understood that Posy is not so different from me. From anybody, actually. And this book introduces a modern way of self-research, made of posts on Facebook, sms and unrestrained use of e-mail. Why don't identify ourselves in this carachter?

"Posy Fairweather wasn't quite sure why she was at the top of a mountain, Mountains weren't exactly her thing - they hadn't been here in ages- even though it was very beautiful up here, she supposed, the clouds shifting below them, sending patterns onto the fields and sheep. [...] She turned to Matt in the clear light. [...] Suddenly she had a flash of clairvoyance, and knew exactly what he was about to do. And her stomach lurched."

I leave you the rest...




Tuesday, 17 January 2012

I ♥ Pieminister!

Cara tatina,
che bello rivisitare il tuo 2011! Soprattutto i momenti trascorsi assieme, e l'anno scorso ce ne sono stati parecchi, cosa che mi ha fatto tanto ma tanto piacere! Speriamo di continuare così e ancora di più!

Thanks for taking me on a journey of your year 2011! I especially loved the fun times we spent together, which have been quite a few last year, let's hope to carry on like this in 2012 and even more!

Oggi ti volevo raccontare di un nuovo libro di ricette che ho ricevuto in regalo per Natale...trattasi del libro di ricette di Pieminister, una ditta giovane ed estremamente British che si dedica a creare deliziose pies di tutti i tipi e per tutti i gusti! Ti dirò, mi ricordo la prima volta che ho sentito parlare di una pie e subito mi è venuta in mente la classica apple pie, invece i nostri cari inglesi usano la parola pie spesso e volentieri per indicare piatti salati, un po' come le nostre torte salate, più o meno...

Today I wanted to tell you a bit more about the new recipe book I got for Christmas, that is the Pieminister recipe book..a collection of recipes by this fresh and extremely British company that makes delicious scrummy pies! I still remember the first time I heard the word "pie" and straight away I thought about the "sweet" kind of pie, like apple pie, but I soon found out that very often a pie is of the savoury kind.


Ti confesso che ho sviluppato un amore sviscerato per queste piccole (a volte anche grandi!) delizie, dal sapore rustico, grazie a quella bella crosta saporita, mmh mi viene l'acquolina in bocca solo a parlarne! La prima volta che ho scoperto Pieminister è stata al festival musicale a cui abbiamo partecipato lo scorso settembre...avevano uno stand dove servivano queste belle pie con una bella pallina di purè e una bel sugo saporito (gravy), il tutto servito in una robusta scatola di cartone...

I have to confess that I am now deeply in love with these little (sometimes big!) delicious bites, very rustic looking, thanks to that tasty shortcrust pastry..yum, it makes me hungry even now just talking about it! The first time I discovered Pieminister was at the End of the Road, a music festival I went to last September...they had a stand selling pies, mash and gravy, served in a pretty but robust cardboard box...

 
the box!

pie, mash & gravy

the menu
Devo ammettere che oltre alle pies, l'intero concetto e branding di Pieminister mi ha conquistato appieno...dal logo agli slogan, al packaging...sono diventata una fan sfegata! Tanto che a Natale mi è arrivato lo stupendo libro di ricette, grazie al mio maritino, che sono sicura me l'ha regalato nella speranza che mi metta all'opera con qualche ricetta! Cosa che ho già fatto, domenica scorsa ho cucinato la mia prima pieminister pie!

I have to say that, pies aside, I am completely in love with the entire Pieminister brand...from the logo to the slogan to the packaging...love it all! So much so that I was given the recipe book from my husband as a Christmas present, I am sure he was very keen on me getting started on trying the recipes as soon as possible!

cookbook cover


I love how it's divided into seasons

love the fun graphics

run, pie, run!
 Come dice il titolo, ricette per ogni stagione, il libro è diviso in stagioni, per incoraggiare ad usare prodotti di stagione...mi son fiondata al capitolo sull'inverno e come prima ricetta ho scelto una pie con carne di manzo e formaggio stilton, ricoperta con pasta sfoglia...

As the title says, a pie for each season...there are 4 chapters, one for each season of the year, to encourage people to use seasonal ingredients...I had to start of course by the Winter chapter and I went for the "moody-blues" steak and stilton pie...





the pie...result!
E il bello di questo libro è che non ci sono solo ricette, ci sono spunti per giochi di società, barzellette, consigli per organizzare feste...è proprio uno di quei libri di cucina come piacciono a me, da leggere da capo a fondo! Se ti ispira la ricetta te la mando...stessa cosa per i nostri lettori, se siete curiosi di sperimentare lasciatemi un commento o mandatemi una mail e vi mando la ricetta :-)

What I also love about the cookbook is that it comes with much more than just recipes, it's full of party ideas, games , jokes...If you fancy the recipe just let me know and I will send it to you...and for our readers, leave a comment or drop me an email and I will send it over :-)

Alla prossima tatina...ti lascio col motto di pieminister!

Speak to you soon...let's end this post with the pieminister motto!




Saturday, 10 December 2011

La Rosa del Farmacista / The Apothecary Rose and the city of York!

Tatina cara! Che emozione deve essere stata passare il tuo compleanno in un famoso ristorante. Sono piccoli lussi che a volte ci possiamo anche permettere, e proprio perchè ce li concediamo raramente hanno ancora più valore per noi! Sono sicura che non dimenticherai facilmente questo compleanno.
Io invece ancora una volta sono finita a  ricordare il nostro weekend insieme. Manco  a farlo apposta, mi sono trovata fra le mani un romanzo ambientato nell'incantevole cittadina di York: un bel giallo medievale, di quelli che coinvolgono il lettore fin dalla prima pagina, e  il fatto di poter visualizzare i luoghi di cui si parla è stato per me ancora più entusiasmante! E' stato come tuffarmi dentro al racconto, essere parte integrante dei personaggi che si susseguivano, come se fossi stata il braccio destro di Owen Archer, l'ex capo degli arcieri, mandato in missione dall'Arcivescovo per indagare su due morti avvenute nella stessa abbazia di St Mary's nel giro di pochi mesi in circostanze poco chiare.

Mi sono ritrovata a camminare in mezzo alle stradine del centro, insieme a Lucie Wilton, la moglie del farmacista, che lo sostituisce mentre lui giace a letto colpito da una strana malattia che lo divora da quando, quella notte, il pellegrino senza nome morì all'Abbazia. E ho seguito con sospetto quel tale Potter Digby, cercando di capire quali fossero le sue reali intenzioni, se stesse agendo in buona o cattiva fede. Ho attraversato i fiumi Ouse e Foss più e più volte, cercando prove e indizi, in un crescendo di rivelazioni sempre più scottanti...

E tutto questo mentre, tornata al presente, ripercorrevo con te, Stu e Laura le vie piene di gente, decorazioni natalizie, mercatini stravaganti, col vento freddo che ci spingeva a entrare nei negozi di tanto in tanto per riscaldarci mani e viso, a cercare un ristorante dove rinfocillarci con il tipico Sunday Roast, a fiondarci esausti a fine pomeriggio da Starbucks per gustarci un bel latte caldo e un muffin al limone!
A volte è come se le due realtà si fondessero, e mentre riguardo le foto scattate in quella soleggiata domenica, mi pare di scorgere fra la folla la simpatca Bess, mentre con aria furtiva si dirige alla locanda che gestisce insieme al marito Tom, dopo essere stata a trovare la sua migliore amica Lucie.
MAGICA: ecco come definirei York, con la sua splendida e immensa cattedrale, le stradine strette ricche di negozi e pubs, le case ancora in stile medievale, specie nel bellissimo quartiere  di Shuffle. Ha un'aria misteriosa e affascinante, e...sai che ti dico? Quando ci siamo stati insieme è stata la prima, volta, ma sicuramente non l'ultima!

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Dear Tatina!! How cute should have been your birthday dinner in a famous restaurant! I understand you perfectly, it would be the same for me, and I'm sure you won't forget that day so easyly. It's been a luxury dinner for you two, and this is what makes it more exciting and faboulous: you can enjoy more something you cannot afford everyday, can't you?
Talking about me, once again I fell into my memories about our super weekend. I didn't mean it, but I started reading this book -The Apotecary Rose- which is set... in York!! Oh yes, a really interesting medieval thriller, that involves the reader since the first page, and for me it was even more special: I really could imagine the places where the carachters acted. It was like dipping into the tale, being part of the main carachters. I felt like I was Owen Archer's man Friday, following this ex archer chief investigating about two murders, on behalf of the Archbishop. I visited with him St. Mary's Abbey, the crime scene. I walked through the "gates" (that's how they call the streets) with Lucie Wilton, the apotecary's wife, who's replacing him while he's ill in bed, since that day when the pilgrim-with-no-name was killed. And I followed Potter Digby too, trying to understand his real purposes: good or evil. I crossed Ouse and Foss rivers many times, looking for evidence and clues, finding more and more burning details...

And this happend while, back to present times, I was walking with you, Stu, and Laura through the narrow gates, glancing at shops, Christmas stands and decorations, looking for some warm shop which could repair us from the chilly wind, finding nice pubs where enjoy our Sunday Roast, and ending our tiring day in a Starbucks, drinking hot latte and savouring lemon muffins!
Sometimes it was like the two worlds were mixing up, and while looking at the pictures we took that day, I can almost see nice Bess, walking to her guest house, after meeting her best friend, Lucie.

CHARMING: this is the right definition for York, with its magnificent Cathedral, its small streets, full of shops and pubs, the nice medieval houses, the striking Shuffle quarter. It's got a misterious and fascinating atmosphere and... you know what? When we went there together, it was my first time... but not the least!







Friday, 21 October 2011

Sapori d'Italia...sapori di casa

Tatina eccomi qui! Hai ragione, e' un bel po' che non mi faccio viva, mi devi perdonare, dopo la settimana di ferie in Italia sono stata super-impegnata ma finalmente eccomi qua...qui la noia di sicuro non e' di casa!

Sono davvero curiosa di leggere il libro di cui mi hai parlato, l'ho gia' aggiunto alla mia lista di libri da leggere, che e' un misto tra romanzi, libri di cucina, di arredo, di fai da te'...se vuoi dare un occhio la trovi qui.

Ci siamo davvero divertite quando ci siamo riviste qualche settimana fa', vero? Non avevamo mai fatto un dolce insieme e sono felice di averti aiutata a creare quei muffins deliziosi, ricordo ancora il profumino che c'era in giro per casa quando li hai sfornati! Ma ancora meglio quando ce li siamo pappati per colazione la mattina dopo, io da golosona me ne sono fatti fuori un paio...per fortuna che poi mi hai portato a spasso per Bertinoro cosi' li avro' smaltiti un po', dai! A proposito, che vista magnifica c'era da in cima al paese!


Eh si, ho fatto proprio una bella scorpacciata di Italia durante quella settimana...suoni, colori, odori e soprattutto, sapori! Pizza, piadina, salumi, gelato, la crostata della mamma, i cappellacci di zucca, il ragu'!Per restare in tema, la domenica prima di partire i miei genitori mi hanno portato alla sagra della castagna di Zocca, in provincia di Modena.


Era una bellissima giornata di sole, anche se gia' si sentiva il primo freddo, soprattutto perche' eravamo su in collina e tirava un venticello fresco...ma che panaromi anche li', uno spettacolo!


Arrostivano le castagne proprio li' in piazza e c'era un piu' bel caldino vicino al fuoco!


Stavano anche facendo il formaggio grana, eccoli mentre versano il latte nel pentolone..


Non mancavano le bancarelle di dolciumi, salumi, formaggi...una delizia per gli occhi, soprattutto per i miei, che non vedono piu' tanto spesso bancarelle del genere!





Un po' di questi sapori d'Italia me li sono anche portati a casa...in valigia! Non che i sapori di Inghilterra, non mi piacciano, anzi, di roba buona c'e' n'e' anche qui, soprattutto per quando riguarda i dolci...ma e' piu' forte di me, i sapori di casa mi mancheranno sempre!
Scommetto che a vedere queste foto un po' di acquolina te l'ho fatta venire, vero?!
A presto tatina, buon weekend!

Thursday, 20 October 2011

Meet me at the cupcake cafè

Ciao Tatina! Quanto ti ho pensato leggendo questo libro... sì perchè il nonno di Issy, la protagonista, è originario di Manchester. E poi come posso non pensarti quando leggo di muffin e cupcakes dopo il nostro pomeriggio trascorso a cucinare quelle delizie pere e cioccolato?
Anche perchè, se ricordi, è proprio da questo libro che abbiamo preso spunto per la nostra performance in cucina! Partite dalla ricetta di una Upside-down pear cake abbiamo rielaborato dei deliziosi muffins pere e cioccolato! yummm
Quando ci siamo cimentate, ancora ero a metà della storia. E, per dirti tutta la verità, leggere un libro in lingua originale non mi viene poi così naturale come leggerlo in italiano, così mi ci è voluto un po' di tempo per arrivare alla fine. Ma ne è valsa la pena direi!
La storia è quella di Issy, un'impiegata che si ritrova improvvisamente senza lavoro e senza fidanzato. Costretta ad ingegnarsi per poter tirare avanti, decide di dedicarsi alla sua passione: le torte. Passione trasmessale dal nonno, fornaio e pasticcere ormai in pensione, che l'ha allevata fra farina, torte e pasticcini.
Ma fare torte è diverso dal saper gestire un locale, un Cupcake cafè appunto, e Issy lo prova sulla propria pelle.
Ti dirò che mi ha coinvolta molto questa storia, perchè, oltre che di cucina e affari si parla di amicizia, amore, e di tutti i piccoli problemi della vita quotidiana.
Insomma, Jenny Colgan ha fatto proprio un bel lavoro!
La chicca del libro? Una ricetta per ogni capitolo. Ne ho già provata qualcuna (oltre ai cupcakes che abbiamo fatto insieme) e sono riuscite tutte ottimamente!
Tata, che dirti? Ti suggerisco di metterlo nella tua wish list, tanto per aggiungere un libro in più non ti costa niente, no?
E tu come stai? E' un po' che non ti sento... mi sa che i tuoi due lavori ti stanno portando via un bel po' di tempo. Tanto meglio, vuol dire che non ci si annoia!

Un abbraccio grande e a presto!
Cri

Saturday, 1 October 2011

Wreck this journal


Tatina cara, sai che fatico a immaginare Manchester con temperature così simili alle nostre? Sì perchè anche qua, nonostante sia il primo di ottobre, l'autunno pare ancora lontano, e fuori si gira ancora in maniche corte.
Diciamo che almeno la notte possiamo respirare, con temperature sui 15-16°. Una perfetta primavera direi!
Ma bando alle ciance (da quant'è che non lo sentivi dire, eh?) mentre tu ti lasciavi ispirare dai fish&chips mancuniani e dalle birre fresche e dissetanti, io mi sono lasciata trasportare in un universo parallelo: il mondo dei non-libri!
Ora penserai che me le sono fatte io un paio di birre, prima di mettermi al pc. In realtà non scherzo, sto sperimentando l'anti-libro per eccellenza. Per spiegarti meglio voglio che tu prenda in considerazione un libro a caso: tu lo compri perchè ti può piacere la copertina, o il titolo, o hai sbirciato fra le pagine e ti ha ispirato lo stile dello scrittore; può darsi che tu abbia letto delle recensioni, o che semplicemente ti attiri il carattere, o il fatto che abbia poche pagine o che ne abbia molte. Insomma, qualunque sia il motivo, tu hai comprato quel libro, e te lo sei portato casa. Lo hai delcatamente appoggiato sul divano (hai prima messo via la spesa, non sia mai che finita la tua mezz'ora di relax tu debba ricominciare a riordinare di nuovo), e ti sei comodamente sdraiata... ti sei preparata anche un tè, lo so, ci conosciamo troppo bene tu ed io! E con la tazza fumante sul tavolino davanti a te, apri la prima pagina, e senti quel rumorino quasi impercettibile che fa solo il libro nuovo, quello della colla che si stacca leggermente dalle pagine. E stai attenta a tenerlo in mano, che non si rovini. E inizi a leggerlo con attenzione, col tuo bel segnalibro già pronto per essere usato nel caso tu venga interrotta e sia costretta ad alzarti. Alla peggio, in mancanza del segnalibro, un'"orecchietta" ci può anche stare... ma dì la verità, un pochino ti secca...
Questo è il libro. L'amico che ci accompagnerà per i prossimi giorni nei momenti di relax, meglio di un film, meglio di un cinema, perchè la nostra immaginazione va oltre, e si crea un proprio mondo di personaggi, suoni e immagini, tutti nella nostra testa, per dare vita ad una storia che -in fin dei conti- è solo nostra!

Il mio libro invece, sì quello lì con la copertina nera, quello scritto da Keri Smith, è fatto per essere distrutto. Lo dice il titolo stesso. E pensandoci bene, ha sì la forma di un libro, ma ha più la funzione di un diario. Però non è nemmeno un diario. 
E' il mezzo con cui l'autrice vuole tirare fuori i sentimenti -rabbia, gioia, amore, gelosia e chi più ne ha più ne metta- e la nostra creatività distruttiva! 
Quando ti trovi in mano questo libro, non sei comodamente sdraiata sul divano: sei in fase di "attacco d'arte" per citare una vecchia trasmissione che davano su Rai Uno quando eravamo piccole (te la ricordi?). Magari hai davanti la tisana, il tè, o il caffè, ma li usi per sporcare le pagine del libro. 
Sì perchè in ogni pagina ci sono delle istruzioni da seguire, più o meno precise, e l'esecutore (perchè certamente non si tratta di un lettore) non deve far altro che agire seguendo il proprio istinto e la propria creatività, combattendo allo stesso tempo contro se stesso e contro l'idea che sta deturpando un libro (che va rispettato, amato, curato, eccetera eccetera)! E' questo quello che intendo per anti-libro!
Per farti capire, ti voglio mostrare qualche pagina per cui mi sono sentita particolarmente "ispirata".

Questa è la meglio riuscita per il momento. L'istruzione leggeva: "fill this page with circles". La prima cosa che mi è venuta in mente è stata di prendere le matite colorate e di usare tutti i colori che mi piacevano. Il risultato è stata una pagina che trasmette allegria. In realtà quando l'ho riempita ero molto nervosa, ma man mano che disegnavo i cerchi mi sentivo sempre più distesa, sempre più tranquilla, e alla fine la soddisfazione ha preso il sopravvento!

 
Questa invece è stata semplicemente DISGUSTOSA! Sì, hai letto bene, "Chew on this", ma poi ti avverte: non ingoiare! Vorrei anche vedere! Però... alla fine è stato divertente. Avrei dovuto filmarmi mentre masticavo quella pagina, dal sapore nettamente cartaceo, e la consistenza della carta riciclata (sai, quella un po' grossa, un po' rugosa, ecco quella).
Il bello è che ti senti un po' matto quando fai queste cose fuori dall'ordinario, ed è proprio questo che ti fa stare bene: butti fuori tutta la negatività, esci da te stessa... è quasi meglio di una lezione di yoga per certi versi!


Qui invece dovevo scrivere la stessa parola all'infinito. Avevo lasciato indietro questa pagina, perchè non sapevo quale parola sarebbe stata più adatta. Una parola da scrivere mille -mille? non so, non le ho mica contate!!- volte ti rimane impressa nella mente. Fai fatica a cancellarla. Quindi non poteva essere una brutta parola. Poi mi sono sentita di farlo, ho aperto il diario e ho appoggiato la penna, pensando ad una parola felice, gioiosa... e mi è uscito Joy, ed ho continuato a scriverlo per le due facciate, pensando a cento altre cose: al fatto che da ragazzina conoscevo un ragazzo con quel nome -ma era un nome o un soprannome?- , e che chissà come sarebbe chiamare un figlio -o una figlia- così? e guarda un po' come scrivo le parole tutte diverse una dall'altra, come se non avessi una mia calligrafia; e guarda come stai scrivendo male, cerca di ricomporti, respira, concentrati, specie sulla J e la Y, non vedi come ti vengono diverse ogni volta? e oddio ho un crampo alla mano, che faccio: mi fermo e continuo dopo? ...
E poi lo spazio era finito, e quella parola era entrata dentro di me!


Ed infine la mia pagina preferita, quella che visito ogni tanto dopo che sono stata a fare spesa. Qui devo incollare le etichette di frutta e verdura! Per ora ce ne sono poche, ma mi chiedo come sarà quando avrò riempito la pagina!!!

E poi ce ne sono altre, più o meno creative, più o meno distruttive. Ho già deciso che per ultima mi terrò la pagina che dice di portare il diario con me sotto la doccia. Sarà durissima, ma voglio farlo!

Tatina, so già che ti sei innamorata di questo libro.
Io ho dovuto ordinarlo su internet, perchè in Italia non si trova (ed è solo in inglese), ma per te sarà facilissimo trovarlo, ne sono sicura!

Prometto che alla prossima pagina ben riuscita ti mando tante foto sulla realizzazione, perchè è davvero divertente!

Ora ti saluto, perchè è sabato e abbiamo tanti lavoretti da fare in casa... specie mettere a posto la camera da letto nuova, visto che venerdì prossimo avrò un'ospite mooolto speciale!! :-)
Non vedo l'ora che arrivi, Tatina cara, finalmente una giornata insieme, ed in carne ed ossa!!
Un abbraccio -virtuale per il momento- e a prestissimo!


Thursday, 15 September 2011

Colazione da Starbucks

 Colazione da Starbucks... può avere mille significati per me.
Prima di tutto perchè ADORO Starbucks, ci sono stata per la prima volta in viaggio di nozze, ed ora ogni volta che io e Ale andiamo in vacanza cerchiamo sempre uno Starbucks dove prendere un bel Coffee Tall per lui e un Vanilla Latte per lei.
E ci siamo stati anche a Monaco effettivamente, accompagnando le nostre bevande con cookies e muffins ai mirtilli. Non mi chiedere come si dice in tedesco, ho solo un vago ricordo di qualche lettera che si mescola con altre, ma non potrei ripeterlo.
E dire che lì per lì me la sono cavata abbastanza, con dei "morgen", o "tag", o "auf fiedersen", che so che non si scrive così, ma ne conosci il significato!
Diciamo però che la parte maggiore l'ha fatta l'inglese e non mentiamo a noi stessi!
Tatina cara, dici che stavolta ce la faccio a raccontarti della nostra meravigliosa vacanza?
In realtà ti parlo di una parte solamente: quella in cui, prima di andare a letto, divoravo letteralmente questo romanzo, dal titolo, appunto "Colazione da Starbucks".
L'acquisto è stato fatto perchè...te lo devo proprio dire dopo la premessa che ho fatto? No, dai, sorvoliamo. E' stato il primo libro per corrispondenza che ho comprato, insieme ad un altro -di cui ti anticipo solo il titolo "Wreck this journal", mooolto divertente, visto che non è un vero libro, ma te ne parlerò più avanti!
Il primo libro acquistato da un sito ed è stato azzeccatissimo!
L'autrice, Laura Fitzgerald, americana sposata ad un iraniano, racconta la storia di Tamila, ragazza 23enne persiana che si reca in America per fuggire dalla prigionia imposta dalla cultura del suo paese, l'Iran appunto.
Tamila -Tami per gli amici- ha 3 mesi di tempo (la durata del suo visto) per trovare marito ed avere così la garanzia si poter restare negli Stati Uniti.  La storia molto divertente e leggera e gli intrecci fra i vari personaggi, fra cui la sorella di Tami, già sposata e residente da anni, i nuovi amici del corso di inglese, i potenziali mariti, tutti persiani, e l'affascinante Ike, si alternano al duro confronto con due realtà così diverse: quella americana, in cui la libertà di vivere il quotidiano è quasi inverosimile per Tami, e quella iraniana, da cui cerca di scappare disperatamente, pur amando e rispettando tutte quelle che sono le tradizioni della famiglia e del suo popolo, che Tami non dimentica mai.
E poi... non ti svelo altro, ma c'è anche una storia d'amore sotto, e diciamo che il titolo c'entra in pieno!
Insomma, se riesci a trovarlo (il titolo originale è VEIL OF ROSES), sono sicura che ti piacerebbe un sacchissimo, perchè io ci ho passato una notte per arrivare a vedere come andava a finire, mentre fuori, dal cielo di Monaco, veniva giù una pioggia torrenziale, fulmini e tuoni, e non era la serata ideale per stare fuori, ne?

Detto questo per oggi ti saluto. Ti ho svelato un piccolo dettaglio del nostro viaggio, ma ti prometto che a brevissimo ti manderò tante foto e un racconto dettagliato!
Quindi.. a prestissimissimo Tata!!!
Un bacione!

PS Proprio qualche secondo fa è arrivato il postino con una sorpresona: il tuo personalissimo biglietto d'auguri per il mio compleanno!! Che dire se non grazie mille per ricordarti sempre e avere la pazienza e la voglia di usare la posta tradizionale, regalando, oltre al biglietto in sè, l'emozione di ricevere della posta "vera" scritta con la mano e col cuore?? :-)

Monday, 15 August 2011

Petite Anglaise

Cara Tatina,
ma lo sa che l'ho letto anch'io Speaking with the Angel qualche anno fa? Questa è la copertina dell'edizione inglese che ho io...mi è venuta voglia di rileggerlo, cosa che faccio spesso con libri che mi sono piaciuti particolarmente, e nonostante mi ricordi la trama cerco di rileggerli magari usando un punto di vista diverso, ad esempio mi concentro di più su vocaboli nuovi o sulle descrizioni...cosa che faccio spesso anche coi miei film preferiti (ad esempio Magnolia) per scoprire dettagli che magari mi erano sfuggiti la prima volta.

Me gusta proprio il fatto di condividere i libri che stiamo leggendo, così per restare in tema ti volevo raccontare di Petite Anglaise di Catherine Sanderson. E' la storia vera di Catherine, una ragazza inglese che, innamorata da sempre della Francia, si trasferisce a Parigi dopo la laurea.
Questo libro non mi è stato consigliato da nessuno in particolare, anzi, l'ho trovato per caso nella sezione autobiografie in biblioteca. La cosa che mi attirato di più nella scelta è il fatto che la scrittrice curi un blog omonimo al libro, nato nel 2004, che usa come diario per raccontare della sua vita a Parigi.

Dopo aver letto le prime pagine del libro non ho resistito e ho acceso il computer per andare a curiosare sul blog, in particolare volevo vedere "dal vivo" il primo post che aveva pubblicato:

calpol and suppositories

Filed under: misc — petiteanglaise @ 9:15 pm
At home today with hot flushes, cold shivers, exhaustion, aching joints … – probably a virus but I daren’t go to see a French GP as (s)he would call for intravenous antibiotics and present me with a ten item long prescription. Probably including something “par voie anale“. Ever tried a menthol eucalyptus suppository? The expression ‘ring sting’ was invented for this purpose. Don’t ask me how that can unblock your nasal passages, it’s a mystery to me.
Called The Boss to apologise for not being able to make it in to work. He sounded reasonably sympathetic until he realised mid-way through our conversation that another member of staff was going on holiday at lunchtime and he would be without ‘support’. No-one to type his dictations. The end of the world as we know it.
Personally I’m convinced it does him the world of good once in a while to have a day sans moi. He is invariably very appreciative of me the next day, because he has remembered why I am so indispensable. Must remember to schedule a few days absence just before my next evaluation and pay review.
So, I thought today was a good day to start the weblog. I am however rather drowsy, having run out of grown up paracetamol. In my desperation I worked out that 10 spoons of infant calpol would do the job. Feel rather queasy and am regretting it...

Mi intriga troppo il fatto che nel libro leggi quello che le passava per la testa quando ha iniziato il blog e che se vuoi puoi andarti a leggere il blog online, fantastico! Questo misto di letteratura e tecnologia mi affascina parecchio...e ho notato che ultimamente quando scelgo un libro tendo a favorire autobiografie o storie realmente accadute, mentre prima tendevo a preferire fiction, chissà cos'è cambiato?

Mi sono appena ricordata che oggi in Italia è il giorno di Ferragosto, auguri! Qui non si festeggia, è un giorno lavorativo come altri, ma ci rifacciamo con la August Bank Holiday l'ultimo lunedì di Agosto, che è festa. Adoro le Bank Holiday inglesi perchè non hanno una data precisa, nel senso che la data non importa, cadono sempre di lunedì e dunque hai un giorno di festa garantito, son furbi gli Inglesi! Il termine Bank Holiday si riferisce a una festività nazionale; in origine erano le festività di cui godevano i lavoratori nelle banche: successivamente furono estese anche ad altri settori con esclusione dei servizi essenziali quali, ad esempio,vigili del fuoco, polizia, operatori sanitari, trasporto pubblico, ecc.

Dunque spero tu abbia trascorso un buon Ferragosto, poi mi racconterai!
Un bacione e a presto!